universita_economia

in Informazione-e-disinformazione

Tesla a “La Repubblica”: “… alla facoltà di economia ci si occupa di disinformazione…”.

L’asimmetria informativa è l’argomento di questo primo post e, in realtà, di questo intero blog, è il fulcro d’ogni percorso di crescita, a qualsiasi livello.
È il momento in cui ti confronti su un dato argomento con qualcuno, reale o immaginario, che ne sa più di te, o almeno così sembra e, in realtà, con te stesso.

Di recente ho assistito ad un ciclo di colloqui di selezione del personale.
Tra questi un giovane laureato, facoltà di economia.
Dal curriculum l’impressione fu del tipo “… promettente …”.
Giovane-università-colloquio-assunzione
Arrivò puntuale. Abbigliamento informale. Niente cravatta, niente camicia. Giacca e t-shirt. Un cenno di personalità.
Aveva evitato un abbigliamento a lui estraneo.

Era nervoso, aveva scarsa esperienza di colloqui, ma manteneva il controllo. Bravo ragazzo. Competente, per quanto puoi apprendere all’università, dove qualcun altro decide per te cosa sia importante nella vita, non solo professionale.

Colloquio piacevole. Era motivato, impaurito ma tenace. Nel tempo a sua disposizione cercò di farsi conoscere per ciò che sapeva, ciò che era e ciò in cui credeva.

Gli fu chiesto quale fosse, per lui, il concetto chiave delle “relazioni commerciali”.
Espose le sue scoperte.
Il cardine del discorso fu l’asimmetria informativa.

Usò una metafora. In realtà parlava di se, della fatica di emergere, dei compromessi e dei vincoli, di quello che non sai e nessuno ti dice, del “ragazzo studia che poi tutto ti sarà dato” e della rivelazione che il mondo se ne frega di te e nessuno ti sta aspettando. Sfiorò l’argomento. L’esaminatore lo fermò e non potè completare il discorso. Era evidente, che si sentisse frustrato.

Due settimane dopo fu inserito in azienda.
Aveva confermato il “ … promettente …” iniziale.
Le sue acerbe competenze andavano coltivate, tra queste l’“Asimmetria informativa”.

È un argomento tanto omesso quanto esplosivo. È un concetto semplice e quotidiano, così banale da sembrare ovvio. Tuttavia, ognuno di noi lo dimentica in modo quasi sistematico. Ignoriamo come si debba e possa gestire. L’asimmetria informativa si nutre dei nostri sensi di colpa e delle nostre incertezze; qualcuno, spesso, ci gioca sopra un pò troppo sporco e pesante.
L’asimmetria informativa è l’argomento di questo primo post e, in realtà, di questo intero blog, è il fulcro d’ogni percorso di crescita, a qualsiasi livello. È il momento in cui ti confronti su un dato argomento con qualcuno, reale o immaginario, che ne sa più di te, o almeno così sembra e, in realtà, con te stesso.

Un esempio:
Asimmetria informativa è, quando chiami l’idraulico per una perdita del rubinetto e lui, con aria professionale e tono convincente, ti spiega che si occupa subito di riparare la perdita (rassicurazione), ma che sarebbe opportuno (lungimiranza) pensare alla sistemazione di tutto l’impianto, ormai vecchio (dato tecnico “oggettivo”), per evitare guai peggiori, quando magari sei in vacanza e una rottura potrebbe allagare i tre piani di sotto (avvertimento – pericolo).

A quel punto tu, che da una vita ti occupi di contabilità e fatture, fatichi a distinguere un cacciavite “a stella” da uno “a taglio” e consideri la “chiave a brugola” uno dei più oscuri misteri della scienza moderna, sei nel più totale smarrimento. Ascolti una cosa che capisci poco e sei chiamato a prendere una decisione. Ti senti “inadeguato”.

In realtà sei nel mezzo di un’asimmetria informativa. Tu sai di non sapere e hai di fronte qualcuno che sembra, invece, capirne parecchio. In questa situazione, le strade possibili sono poche e semplici, ma in genere, agiamo senza logica e ricolmi di pregiudizi che ci bloccano e ci rendono inefficaci.

Ecco i fatti. Una persona, l’idraulico, che tu hai convocato e a cui hai, quindi, attribuito autorevolezza, affronta l’argomento per cui è davanti a te, rete idrica domestica, e che pone un problema nella tua vita, perdita del rubinetto di casa, e al quale sei impreparato. Inaspettatamente, sei chiamato a prendere una decisione, di un certo peso e più ampia di quella iniziale.

Esiste un aspetto urgente. La riparazione. Va fatta. Hai già preso la tua decisione e convocato il tecnico. L’analisi costo / beneficio è evidente. Senza riparazione hai l’acqua in giro per casa. Da risolvere, subito. Non avevi invece previsto che ci potessero essere altre implicazioni. Da qui in poi è solo un gioco mentale nella tua testa e ciò che di reale accade dopo dipende solo da come gestirai pensieri ed emozioni.

La cosa più ovvia da fare, come abbiamo visto, è quella di intervenire sull’urgenza, usare il tempo disponibile per capire e valutare la situazione, quindi prendere la decisione “giusta” ovvero la “più adatta alle tue esigenze”. La situazione è tuttavia difficile dal punto di vista emotivo. Una voce autorevole che tu hai individuato (l’idraulico) ti ha segnalato un rischio incombente (allagamento generale) e ti ha proposto una soluzione tempestiva (rifacimento dell’impianto). In questa situazione l’elemento decisivo è il TEMPO dato che si presenta un rischio INCOMBENTE (urgenza) da gestire in modo TEMPESTIVO (soluzione). La prima cosa da fare in questi frangenti è ricordare che la “mancanza di tempo” genera “ansia” che induce “stupidità”. Non a caso chi opera nella paura (militari) si addestra ad eseguire procedure ripetitive, automatiche, frutto di addestramento, perché nella paura è impensabile ragionare in modo lucido e veloce, come invece è indispensabile. Una semplice constatazione.

Nell’esempio il quesito chiave è capire se la sistemazione di tutto l’impianto è una cosa necessaria o meno e, in caso, come deve essere affrontata (tempi, costi, modalità ecc.). Tu, che ti occupi di fatture e contabilità, sei consapevole di aver bisogno d’aiuto. In quest’esempio la soluzione è semplice. Fai fare la riparazione urgente, ti organizzi per chiudere il rubinetto generale ogni volta, che esci di casa per più di un giorno, e, nel frattempo, tra ulteriori sopralluoghi, preventivi, confronto con amici e conoscenti, un vicino che ti indirizza verso “l’idraulico di fiducia”, recuperi la lucidità necessaria e sbrogli la matassa

Propongo ora un’ipotesi di fantasia. Tutti gli idraulici hanno deciso di dare sempre e solo la medesima risposta, l’idraulica è una materia resa così complicata dalle leggi da essere conosciuta da pochi esperti e ogni giorno un idraulico diverso, di sua iniziativa, verifica il tuo impianto e ti segnala nuovi e incombenti pericoli di guasto a te incomprensibili. Il risultato è che la strategia appena esaminata è fallimentare. L’idea di fare solo la riparazione urgente è inutile, visto che le urgenze si susseguono incessanti, ti è impossibile raccogliere più pareri, perché ricevi solo un’unica, monotona sentenza, e gli interlocutori a cui rivolgerti sono in numero esiguo.

In questa situazione sentiresti il peso dell’asimmetria informativa. Sei privo di alternative. Chi ti segnala il guasto (problema), ti incalza ad agire (azione) e ti propone l’unica risposta adeguata (soluzione). In questo modo l’ansia, effetto combinato della pressione emotiva costante, continui guasti potenziali, e dell’assenza di tempo, urgenza e incombenza, t’impedisce di riflettere in modo lucido e ti spinge ad agire come atteso, previsto e desiderato da altri, ossia il ristretto gruppo degli idraulici super competenti.

In questa situazione avresti bisogno di qualcuno che, in poco tempo, ti fornisse la giusta indicazione. Come trovare quel “qualcuno”? Come ricevere in poco tempo la “soluzione”? in realtà è impossibile trovare le risposte a queste domande, perché, semplicemente, non esistono. La mancanza di tempo e quindi l’urgenza sono decisivi. La speranza di trovare la soluzione in poco tempo, semplice e veloce è un pensiero consolatorio.

Sempre per rimanere nell’ipotesi, solo quando hai già una conoscenza adeguata del settore idraulico, al momento giusto trovi la risposta necessaria. In altre parole, la prima cosa da fare è pianificare, valutare quali sono gli ambiti su cui hai bisogno di essere competente e occupartene quando hai il tempo di ragionare in modo pacato e sereno, quindi, veloce ed efficiente.

Fin qui ho usato un’ipotesi di fantasia. Sempre più di frequente, tuttavia, non è solo un’ipotesi, piuttosto una banale constatazione. Accade in campi come l’informazione, la disinformazione, l’industria, l’economia, la medicina, la politica e l’alimentazione e in quasi ogni ambito della nostra esistenza. Si assiste, in sostanza, alla costruzione sistematica e pianificata di enormi “asimmetrie informative” dove la persona è spinta ad agire priva di conoscenza sull’onda dell’impulso emotivo della paura. Ovviamente a beneficio di chi costruisce e alimenta quest’asimmetria informativa.

A fronte di questo, decidere di occuparsi di se stessi in modo organizzato, tempestivo e prudente è una rivoluzione. In altre parole, farsi trovare preparati di fronte alle “urgenze” è il modo per avere cura di se.

Questo è il proposito del blog. Il proposito è occuparsi e ridurre l’asimmetria informativa nei campi dove alcuni, pochi, ma sempre troppi, abusano di questo strumento per dominare e prevaricare su molti a proprio beneficio, perseguendo un’idea dell’Umanità e della Vita come lotta per la sopravvivenza, e agendo contro l’evidenza dell’Umanità e della Vita come percorso per la conoscenza e la collaborazione.

La Disinformazione in Economia
Ridurre l’asimmetria informativa significa quindi eliminare lo spazio degli inganni e della manipolazione anche se non significa che le persone smetteranno di mentire e manipolare. Quando accadrà, sarà tuttavia evidente e ciascuno potrà con serenità, prendere le distanze e rendere quelle parole innocue e certi gesti inoffensivi.

L’asimmetria informativa è quella situazione in cui senti di non sapere e in cui hai la liberta e, allo stesso istante, la responsabilità di decidere, se è tempo o meno di conoscere. In questo risiede l’ambivalenza dell’asimmetria informativa. Può farti da guida, se stabilisci che ogni indizio in questo senso ti indica la strada da percorrere per la tua crescita. Può farti da ostacolo, se stabilisci che lo stesso indizio è un confine invalicabile dentro il quale rinchiuderti. A te decidere, momento per momento, se sarà il tuo più fedele alleato o il tuo più implacabile nemico. In altre parole, l’asimmetria informativa è la bussola che ci guida o la tempesta che ci travolge. Qualcuno lo chiama “il guardiano di porta”.

Come ogni cosa, l’asimmetria informativa è, quindi, del tutto ambivalente; a ciascuno decidere se sarà il suo più fidato alleato o il più insidioso nemico.

Nella pratica l’asimmetria informativa si presenta in tutte le occasioni in cui tu conosci poco o nulla di una materia e incontri qualcuno che se ne occupa invece da anni; maggiore è tale divario di conoscenze, maggiore è l’asimmetria informativa.

Nikola Tesla fu un maestro nell’usare l’asimmetria informativa come formidabile alleato; tutto quello che era anomalo, al confine della sua conoscenza, era il terreno ideale dove far crescere la sua scienza. Dove c’era asimmetria informativa, c’era spazio per ampliare la propria conoscenza. Per lui l’asimmetria era fra se e l’Universo. Guidati dallo stesso spirito, ognuno geniale e rivoluzionario nel suo campo, ci furono uomini come Marco Todeschini e Silvio Gesell. Il comportamento opposto è invece quello di chi, quando non sa, si affida ad altri, all’Autorità, si arrende, smette di cercare e percorre la via “facile” o che almeno ritiene tale. Gli esiti possono essere disastrosi e questa via parla di rinuncia alla propria libertà e responsabilità.

Esiste anche qualche via intermedia meno nobile come la presunzione, quando ignoro di non sapere, o la noncuranza (**).

Accorgersi dell’asimmetria informativa è facile. Quando smetti di misurarti con l’altro, ma rimani in ascolto delle differenze. È divertente, se lo vivi come la scoperta di un nuovo territorio da esplorare, è tedioso, se lo senti come un terreno oscuro dal quale vuoi allontanarti. In ogni caso, quando qualcuno evoca il tempo e la retta e quindi non ti aiuta a ragionare in modo lucido e veloce, ma ti incalza in modo pressante, lì c’è l’interesse o quantomeno l’intenzione di alimentare un’asimmetria informativa. Ecco il più fenomenale indizio. L’urgenza. Vuole il tuo consenso e appoggio ma lo vuole in modo acritico. Chi agisce in questo modo opera contro di te. Quello è il momento di prendersi tempo, senza tuttavia abbandonarsi all’inerzia, quando assecondi il pensiero opposto “… c’è tempo …”.

Propongo in conclusione un breve e facile indice delle azioni da intraprendere e dei pensieri da coltivare.

a) Ognuno di noi ha ambiti di conoscenza in cui è carente. Alcuni di questi hanno un’influenza limitata sulla sua vita, altri hanno un peso decisivo. Prepara il tuo elenco e definisci le tue priorità. Mantieni il dubbio, che qualcosa che pensi sia vero possa essere falso e viceversa, insomma, tieni la mente aperta.

b) Impara a scoprire. Inizia a documentarti, con pazienza e prudenza; approfitta del fatto che agisci in anticipo, ma non compiacerti del fatto che hai tempo.

c) Cerca chi è disposto a spiegare e condividere le sue conoscenze con calma e pazienza. Sii riconoscente per il suo impegno e ricorda che la conoscenza che ti propone gli ha richiesto, a sua volta, tempo, dedizione ed energia; se hai modo ripagalo del dono che ti sta facendo.

d) Dubita, ma non irrigidirti, quando trovi opinioni monolitiche e concordi; esercita sempre un sano scetticismo, dubita per capire e non per criticare e opporti.

e) Sii scettico quando è annunciato che un argomento è troppo tecnico, perché tu possa capire; chiedi cosa e dove studiare per conoscere, ma evita di “prestare fiducia”, perché così ti è chiesto e proposto.

f) Quando qualcuno usa il “ruolo” per avvalorare un’opinione, dubita; usa il “gioco del perché”, come un bambino; è implacabile, incontenibile e destabilizza qualsiasi manipolatore, anche il più abile; se incontri il principio di autorità regolati di conseguenza, è solo un livello più elevato del “ruolo”.

g) Quando ti viene chiesto di decidere in fretta è il momento di rallentare, rispetta i tuoi tempi; quando ti viene tolto il tempo, tutto diventa incalzante, senti pressione e stress, ansia, urgenza, paura, perdita di lucidità e diventi stupido; è il momento in cui arriva qualcuno che ti spiega cosa è bene fare per te; all’ansia viene sostituito il sollievo (ansiolitico), davvero sollevato dal fatto di essere nelle mani di un professionista così capace, attento e scrupoloso, un vero “dono del cielo” ti affidi in modo acritico. Evita.

In conclusione, “sapere è potere”, come libertà di essere. Qui inizia il viaggio di “Luogo Sicuro”. Abbiamo indicato la stella polare di questo percorso. Ci auguriamo, nelle nebbie di questi tempi, di saper tenere saldamente la rotta.

(**) la noncuranza è il deliberato disinteresse per il livello delle proprie competenze. Quale esempio contemporaneo, qualcuno indica Giannino; per lui l’asimmetria era, più banalmente, tra se e il pubblico dei mass media;  se aveva il dubbio di non conoscere un argomento, evitava la questione o, al più, si affidava alla propria “creatività”, incurante delle eventuali implicazioni. Del resto, rilasciare un’intervista ad un quotidiano, “Corriere della Sera”, “Repubblica”, “Sole 24 Ore” o altro, mette al riparo da ogni possibile replica e critica. Cosa analoga se fosse apparso a “Ballarò” o “Porta a Porta”, dove il rischio di obiezioni pertinenti è pressoché inesistente. Certo, a confronto con un Barnard o un Bagnai, magari in una puntata de “La Gabbia”, forse sarebbe stato diverso, ma tale ipotesi è venuta meno per le vicende di cronaca recente e non ne sapremo mai l’esito reale.